E’ IL MOMENTO DI “VERSANDO TORGIANO”, 7-8-9 Ottobre: SI INIZIA CON L’EVENTO “UNO SCULTORE PER IL M.A.C.C.”, A CURA DI NINO CARUSO.

La forza di ‘Versando Torgiano‘ continua negli anni con vigore, è l’artista Paolo Polloniato ad inaugurare il primo evento della manifestazione in programma per il weekend 7-8-9 Ottobre. Si tratta di ‘Uno scultore per il M.A.C.C.‘, kermesse che rende protagonista il Museo Arte Ceramica Contemporanea di Torgiano.

Polloniato è l’artista scelto dal Maestro Nino Caruso per inaugurare la nuova stagione espositiva del Museo della Ceramica Contemporanea di Torgiano, un simbolo per il contesto perugino. Si terrà in una nuova sede museale, l’appena restaurato Palazzo Baglioni, e con un nuovo progetto: portata a termine la ventennale rassegna internazionale delle ‘Vaselle d’autore per il vino novello, il nuovo quadro organizzativo dedica una personale ad un unico artista, un’opera che confluirà poi nelle raccolte permanenti del museo.

Le Metaforme di Polloniato vanno così ad abitare le stanze del palazzo nobiliare al centro della cittadina umbra. Il giovane artista vicentino, proveniente proprio da un comune noto per la ceramica artistica, Nove, presenta dunque nella città del vino le sue opere.  Si tratta di richiami a radici profondamente calate nella tradizione ceramica e più latamente culturale italiana, che arrivano ad esiti postmoderni, come evidenziato da Luca Bochiccio nel testo critico presente nel catalogo dell’esposizione.

Una produzione mai uguale a sé stessa, quella del ceramista veneto, ricostruita nelle sue tappe salienti nel breve excursus curato da Domenico Iaracà: l’artista parte dalle forme di tradizione settecentesca della manifattura Antonibon Barettoni decorate con capricci pittorici in cui le vedute della laguna e le rovine antiche sono sostituite da quelle del nostro paesaggio contemporaneo, periferie industriali in disuso. Arriva quindi ai capricci plastici, in cui a mescolarsi sono le forme che si contaminano con elementi diversi. Infine guinge ai cubi, teatrini del mondo in cui convivono animali totemici, teste di balilla e putti in un insieme incongruo per dimensioni e, apparentemente, per significato. Una produzione e una ricerca che non è però vacuo sfoggio decorativo, ma presentazione di un risvolto civile e contemporaneo: titoli come La maschera del capo lasciano intravedere un messaggio da artista engagé al di sotto dell’evidente perizia tecnica e degli alti esiti formali.

Polloniato ha saputo fare tesoro dell’esperienza parigina prima e belga poi, momenti che trovano nelle opere del periodo successivo tracce evidenti, da Made in Belgium fino alle attuali Metaforme. La frammentazione e il meticciamento della forma e della decorazione procede anche nei metamosaici, sia che questi ricoprano pannelli a parete, come quelli presentati in concorso a Faenza nel 2015, sia che decorino o inglobino forme d’uso settecentesche, privandole ormai definitivamente della funzione originaria.

Sulle Metaforme, focalizza la sua l’attenzione Luca Bochicchio. Il suo testo non poteva non parlare di tradizione a e anti-tradizione fin dalle righe iniziali, riferendosi ad una ricerca in cui la perizia tecnica dalle profonde radici artigianali, comune a chi sceglie la ceramica come medium espressivo, non può essere assente. Nella tradizione trovano poi origine le forme da lui adottate al solo scopo di indagarne la possibile vitalità o la loro definitiva obsolescenza. Ma la riflessione di Polloniato va ben oltre la riflessione sulla semplice forma coinvolgendo profondamente pure i contenuti veicolati, indagando il meccanismo “di fagocitazione, espulsione e oblio innescato dalla società digitale verso gli oggetti e le pratiche artigianali o, più in generale, verso la creazione, l’elaborazione e la metabolizzazione di immagini e codici visivi condivisi”.

La mostra è inserita nel programma della XI Giornata del contemporaneo, promossa da AMACI ed aperta fino al 30 ottobre.

MICHELE BALDONI

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