ADDIO WALTER MICHELETTI , SIMBOLO CGIL, MOVIMENTO OPERAIO UMBRO. I FUNERALI OGGI A TORGIANO.

TORGIANO – Si terrà oggi, lunedì 15, alle ore 15:30, l’ultimo saluto a un veterano Cgil, un intellettuale e simbolo del movimento operaio della regione: l’ ADDIO a WALTER MICHELETTI , venuto a mancare pochi giorni fa. I tanti amici, ex-colleghi gli renderanno omaggio a Torgiano, dove risiedeva da molti anni, storico fondatore Circolo di Rifondazione.

Il pensiero di Attilio Gambacorta, Rifondazione, Torgiano: “Tanti ricordi mi legano a Walter. Lo chiamavamo Walterone simpaticamente, in modo affettuoso. Era un modo spontaneo e diretto per dimostrargli la nostra amicizia, la nostra stima. La sinistra stava per abdicare ai suoi ideali, il PCI si suicidava, in pochi si tentava di rilanciare un pensiero critico di massa. La storia ha poi dimostrato che le nostre paure erano fondate, il nostro tentativo, che pure è fallito, nobile e meritevole. Oggi la sinistra è all’anno zero e quel tentativo dobbiamo riprendere per ridare speranza al futuro di tanti giovani. Ripensare all’idealismo di Walter non può che farci bene. Che la terra ti sia lieve, caro Walter”.

E’ morto Walter Micheletti. Non so a quanti dirigenti e militanti della sinistra oggi, questo nome dirà qualcosa. Eppure con lui scompare un altro pezzo, uno degli ultimi, della storia del movimento operaio perugino ed umbro degli anni della ricostruzione, della modernizzazione e dello sviluppo dell’Umbria” – afferma Leonardo Caponi, giornalista e politico perugino. “Walter ha lavorato una vita alla CIGL, o come preferibilmente era chiamata allora, alla Camera del Lavoro di Perugia, dagli anni dell’immediato dopoguerra a circa la metà del decennio 80/90. E’ morto di vecchiaia, a 94 anni, presso l’Ospedale di Perugia, dove era stato ricoverato pochi giorni fa, a causa di difficoltà respiratorie”. 


“Il suo ricordo mi riporta ai miei anni da bambino e da ragazzo, ai locali fumosi e al rumore del ciclostile della Camera del Lavoro, prima in Viale Indipendenza, poi in via Fiorenzo di Lorenzo, alla memoria di mio padre, che fu per lui una specie di padre fratello, che lo nominò verbalizzante della Segreteria e col quale rimase in ogni epoca legatissimo. Lo ricordo come uno dei pochi in grado di scrivere a macchina e me lo insegnò in un estate nella quale Alfio mi mandò ‘in vacanza’ alla CIGL, non soltanto per imparare a scrivere appunto a macchina, ma per ‘respirare’ l’aria del lavoro. Spesso mi accade, forse perché sono diventato vecchio anch’io, di rimpiangere quegli anni che, ultimo dei mohicani forse, considero di gran lunga migliori di quelli di oggi, perché animati da una passione, una pulizia, un disinteresse da grandi masse in campo, di cui oggi si è persa persino la memoria. Ricordo Walter, negli anni ‘50, organizzatore della sfilata dei carri del Primo Maggio e, quando ho saputo della sua scomparsa, ho riguardato una foto che mi ritrae, avrò avuto 10 anni, alla guida della riproduzione in scala ridotta di un aereo che avevano fatto gli operai della Sai di Passignano” – ancora Caponi


Micheletti fu segretario dell’INCA e passò poi all’Ufficio vertenze. Allo scioglimento del Pci scelse Rifondazione comunista. Non ebbe dubbi. Deciso, pratico fu, per la sua età e l’esperienza, ancora una volta non un oratore, ma un sostegno per tutti noi. Si era sposato, in età avanzata per entrambi, con l’Edelweys, una ex operaia dell’Angora Spagnoli. Fu una unione lunga e felice per entrambi. Scelsero di vivere in una villetta, alle porte di Torgiano, dove fondarono il Circolo di Rifondazione. La loro casa con giardino e focolare, divenne punto di riferimento per incontri e cene memorabili tra compagni e compagne.
Con Walter scompare anche un pezzo della mia vita, del mio animo, ma non i ricordi di un’epoca incancellabile. Ciao, a pugno chiuso”.  

MICHELE BALDONI

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